Festa Della Mamma o festa delle donne.

Se qualcuno mi chiedesse: cosa vuoi per questa Festa della Mamma?

Direi: coroncine di fiori da intrecciare con le mie figlie e poi una settimana a leggere su un’amaca da sola.

Momenti di maternità: dare la vita, sentire amore da morirne, pienezza del vivere, immortalità, ma anche giorni senza fine, settimane senza sonno, macchie sul divano,  briciole nel letto, responsabilità asfissianti. Tutto è motherhood.

Diventare madre non è stato facile per me come per molte altre donne: è servito tempo, pazienza, cure mediche e ospedali, (e poi anche miracoli e carezze dell’Universo). Quando ci sono riuscita mi sono sentita un po’ come se avessi vinto l’Oscar… ”And the winner is… Rossella!”.

Ma oggi, tra frasi retoriche, mazzi di fiori e sdolcinatezze, il mio pensiero si è soffermato su tutte quelle donne che vivono questo giorno come un giorno faticoso:  quelle che un figlio lo avevano e lo hanno perso, non importa a quanti anni o a quante settimane;  quelle che forse madri non lo diventeranno mai per una diagnosi o una scelta; quelle che sono sul limite tra il si e il no, tra un orologio e un calendario che corre troppo.

So tutto, vi conosco tutte. Sono una madre, ma prima di essere questo sono stata una donna che non poteva avere figli, e prima ancora una che ha perso un bambino, e prima ancora una che non sapeva se avrebbe fatto in tempo a diventarlo. Ho conosciuto tutti gli angoli attorno al quale si declina faticosamente la parola “madre” e oggi penso che vorrei celebrarla con tutte voi questa festa, voi donne, non importa in quale sfumatura della parola vi riconosciate.

Vorrei ringraziare tante persone per questo “Oscar”, e non solo quelle che si vedono. Appoggiamo i nostri passi su quelli di chi ci  ha preceduto. Penso a generazioni di donne straordinarie e donne comuni che hanno lottato perchè io oggi potessi avere questa vittoria, che hanno lottato in politica, nella scienza e nella ricerca medica. Siamo figlie di tante madri e siamo madri in tantissimi modi; siamo sorelle prima di ogni altra cosa, connesse da un unico filo. Non è un caso che la discendenza femminile si chiami matrilinearità. Non so voi, ma io adoro questa parola.

Dedico il mio Oscar, questa festa della mamma e questa poesia a tutte voi che state lottando per qualcosa.

Qualunque fiore tu sia,

quando verrà il tuo tempo, sboccerai.

Prima di allora

una lunga e fredda notte potrà passare.

Anche dai sogni della notte trarrai forza e nutrimento.

Perciò sii paziente verso quanto ti accade

e curati e amati

senza paragonarti

o voler essere un altro fiore,

perché non esiste fiore migliore di quello

che si apre nella pienezza di ciò che è.

E quando ciò accadrà,

potrai scoprire

che andavi sognando

di essere un fiore

che aveva da fiorire.

W. Gioia

rossella
Eccomi

rossella

Prima ero una, poi a quarantuno sono diventata tre. In famiglia siamo quattro, si potrebbe dire due di due. Insomma, un macello.
Lavoro, insegno e scrivo. Le mie figlie hanno due anni, si chiamano Nora e Frida, il mio compagno si chiama Filippo, io sono Rossella, anche se ci sono giorni in cui non me lo ricordo più.
rossella
Eccomi

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